Se le pareti dei macelli fossero di vetro, tutti sarebbero vegetariani...

lunedì 27 luglio 2020

Anche il pollo fritto di Kfc diventa in alcuni ristoranti vegetariano con Beyond Meat

Beyond Meat e la “carne non carne” (ossia vegetale) continuano a conquistare il mondo e l’attenzione delle principali aziende mondiali, oltre che degli investitori da sempre attenti a nuove opportunità di mercato (tra cui spicca anche il campione di Formula 1 Lewis Hamilton). 

Dopo la collaborazione con alcune catene di fast food, Beyond Meat ha accettato nuovamente la sfida del colonnello Sanders: KFC.  Come racconta la Cnbc, nei prossimi giorni la famosissima catena mondiale lancerà in circa 50 sedi a Los Angeles, Orange County e San Diego la versione vegetariana di uno dei suoi prodotti di spicco: il Beyond Fried Chicken (le pepite di pollo fritto).
Come evidenzia la testata americana, non è però la prima volta che il Beyond Fried Chicken vegetariano, realizzato da Beyond Meat e Kfc, viene messo a disposizione dei consumatori. Tant’è che l’anno scorso le pepite di pollo fritto vegetariane sono state per la prima volta servite ad Atlanta per un solo giorno. L’idea poi è stata replicata lo scorso inverno, quando il Beyond Fried Chicken in versione vegetariana è stato in rimesso in vendita per un periodo limitato a Nashville e Charlotte. La versione attuale, invece, sarà disponibile in California fino ad esaurimento scorte.

Gli hamburger a 1,60 dollari e la crescita del business

Oltre alla collaborazione attivata con il più grande produttore di carne al mondo, l’azienda leader nella carne a base vegetale (che ha fatto impazzire Wall Street), sta lavorando per rendere accessibili a tutti, in termini di costi, gli hamburger a base vegetale.

Da fine giugno a fine agosto, infatti, come ha dichiarato l’azienda stessa, nella maggior parte dei negozi negozi americani Walmart e Target è in vendita il cosiddetto Cookout Classic, un pacchetto di hamburger in edizione limitata che viene venduto a 15,99 dollari, ossia 1,60 dollari ad hamburger.

Questa scelta, ovviamente, da una parte mira a catturare sempre di più un mercato, quello della carne vegetariana, che è in continua espansione (tant’è che secondo JP Morgan ha già raggiunto il valore di 100 miliardi di dollari in 10 anni) e dall’altra ad aumentare sempre di più il business di Beyond Meat.

L’azienda nel primo trimestre del 2020 ha riportato numeri senza precedenti: i  ricavi netti si sono attestati a 97,1 milioni di dollari, (con un incremento del 141% rispetto al 2019), l’utile lordo si è attestato a 37,7 milioni di dollari, ossia pari al 38,8% dei ricavi (l’anno precedente si attestava a 10,8 milioni di dollari, pari quindi al 26,8% dei ricavi netti). Infine, l’utile netto è stato di 1,8 milioni di dollari, rispetto alla perdita netta di 6,6 milioni di dollari registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.