3. Diffusione del video sull'allevamento di polli
Un estratto del film Dominion che mostra le condizioni di allevamento dei polli per la carne e la loro macellazione: diffondilo per far vedere cosa subiscono questi poveri animali.
Diffusione del video sull'allevamento di polli
Purtroppo il consumo di carne di pollo è in aumento, perché molti credono -a torto - che sia una carne più sana e perché la gente prova meno empatia per i polli. Questo video è un estratto del film Dominion e mostra a quali sofferenze sono sottoposti questi piccoli animali, uccisi ad appena 6 settimane di vita. Fai così:
Diffondi il video in tutti i modi in cui riesci: sui social network, ai tuoi conoscenti via mail o attraverso altri canali, su gruppi FB o forum che frequenti, su Whatsapp, ecc.
Non segnalare solo il link, ma accompagnalo con un tuo brevissimo commento personale: aumenterai di molto le probabilità che venga visto!
Ricorda che se qualcuno commenta in modo maleducato o scrivendo cose false, bisognerà impegnarsi a rispondere a tono, senza degenerare in litigio.
Vai alla pagina del video e inizia a diffonderla! http://www.tvanimalista.info/video/allevamenti-macelli/allevamento-polli-carne-dominion/
Quando avrai fatto la diffusione con almeno 3 diverse modalità, segna questa azione come fatta e inserisci la tua testimonianza, grazie!
Testimonianza di Paolo: Questo video è veramente toccante, ed è davvero utile per mostrare alla gente come stanno davvero le cose, da dove arriva la carne di pollo.
PER ALTRE INIZIATIVE: https://www.agireora.org/volontari/iniziative/
oppure: https://www.agireoraedizioni.org/locandine/vegan/industria-uova-uccide-pulcini/
Queste immagini documentano l’intero ciclo di allevamento del pollo e sono state filmate con una telecamera nascosta da un infiltrato di Essere Animali, assunto per un mese in una grande azienda del Piemonte proprietaria di diversi allevamenti e fornitore di AIA, il principale produttore italiano di carne avicola.
Quella dei polli è una breve vita di sofferenza. Selezionati per ingrassare velocemente e nutriti con mangimi iperproteici, il peso del loro petto è tale che quando vengono mandati al macello, a sole sei settimane di vita, hanno difficoltà a deambulare, problemi cardiaci e respiratori. Sono allevati in capannoni che possono contenere sino a 30.000 animali, 20 per metro quadrato, senza la possibilità di accedere all’aperto.
Ciò è crudele verso gli animali e un problema di salute pubblica. Per la comunità scientifica questi allevamenti facilitano la diffusione di virus pericolosi per gli esseri umani. Inoltre, come documentato nella nostra indagine, per mantenere in vita il maggior numero di animali si ricorre a un uso massiccio di antibiotici, somministrati a tutti i polli a scopo preventivo, una modalità questa che è fra le cause dell’antibiotico resistenza.
Ci sono poi le violenze e le negligenze degli operatori nei confronti degli animali. Gli allevamenti intensivi sembrano zone buie dove nemmeno le minime leggi di protezione degli animali sono rispettate. Pulcini appena nati scaricati con una violenza al punto da ferirli o ucciderli, animali malati gettati ancora vivi tra i cadaveri o soppressi dopo ore di agonia, polli falciati con la motozappa che rivolta la lettiera.
Abbiamo depositato denuncia nei confronti dei responsabili, ma il problema non si esaurisce qui. Oltre 500 milioni di polli sono macellati ogni anno in Italia. Si tratta della carne più consumata, spesso scelta come sostituta della carne rossa, ma proviene da sistemi intensivi che possono costituire un pericolo per la nostra comunità e sono causa di gravi sofferenze per gli animali.
È ora di cambiare. Firma per una riforma delle leggi sulla protezione degli animali e scegli un’alimentazione a base vegetale.
Gli animali malati non vengono curati, agonizzano in allevamento, sono gettati ancora vivi insieme ai cadaveri o soppressi dopo ore di sofferenza. Un operatore arriva a falciare con la motozappa un animale malato, incapace di muoversi. Al momento del trasporto al macello, gli animali sono raggruppati anche con l’uso di calci verso i nastri trasportatori. https://www.essereanimali.org/crudelta-polli-aia/
Quando vengono caricati per essere mandati al macello i polli sono trattati come se fossero oggetti, presi a calci e scaraventati nelle gabbie. Siamo in un allevamento di una grande azienda italiana che produce carne di pollo e a compiere questi maltrattamenti sono operai che provengono da condizioni economiche e sociali disagiate, costretti a caricare 48 mila animali in 8 ore di lavoro, dentro capannoni dove l’aria è irrespirabile.
Anche così vengono abbattuti i costi di produzione della carne, con un sistema che causa gravi sofferenze agli animali e necessita di persone che svolgano “il lavoro sporco”, talvolta loro stesse sfruttate.
Non per tutti la carne di pollo ha un costo basso, alcuni la pagano a caro prezzo.
LA TESTIMONIANZA: Il proprietario dell’allevamento guidava il muletto e io con otto ragazzi stranieri a caricare tutta la notte. Non pensavo esistesse un lavoro così faticoso e alienante. I polli? Non mi sono mai infiltrato in un magazzino dove smistano merci, ma non credo vengano trattate con tanto disprezzo e non curanza. Qui gli animali non hanno nessun valore, quello che interessa è finire il prima possibile e andare a dormire. Alberto il nostro infiltrato
GLI ABUSI DOCUMENTATI POLLI LANCIATI CON VIOLENZA I lavoratori non ricevono la formazione, obbligatoria per legge, sull’adeguata manipolazione degli animali e afferrano i polli per una zampa per poi lanciarli dentro la gabbia. Secondo le buone pratiche di carico gli animali dovrebbero essere presi delicatamente per entrambe le zampe con una mano, mentre l’altra sostiene il petto, assicurandosi che non ondeggino o svolazzino.
SCHERNITI E PRESI A CALCI Sono gli animali a pagare il prezzo più alto. Desensibilizzati e abbruttiti dai ritmi di lavoro frenetici, gli operai sfogano stress e frustrazione sui polli. Alcuni li prendono in braccio, li stringono al petto, li baciano e all’improvviso li scaraventano per terra. Altri li prendono a calci come fossero palloni.
LA TESTIMONIANZA: La raccolta manuale dei polli può causare lussazioni, fratture, emorragie e altre lesioni alle ossa e ai muscoli delle gambe. In uno studio di Czarick, il 31,5% delle carcasse di pollo mostrava lividi sulla schiena, sul torace, sulle gambe o sulle ali.
Rapporto dell'INRA su richiesta del Ministero dell'agricoltura francese.
Un investigatore di Essere Animali ha lavorato sotto copertura in un mega allevamento di 56.000 galline fornitore del gruppo Eurovo, la multinazionale italiana leader europea nella produzione di uova.
ENTRA IN AZIONE6144 hanno già firmato
GUARDA IL VIDEO
Sono vendute con il marchio Naturelle ma, a dispetto del nome, le uova prodotte da questo allevamento provengono da galline maltrattate, scaraventate da una gabbia all’altra e, se malate, uccise con bastonate che le lasciano agonizzanti per decine di minuti.
Alle violenze degli operatori, nei cui confronti abbiamo sporto denuncia, si aggiungono le sofferenze causate dalle gabbie, una tipologia di allevamento consentita ma disumana, in cui le galline non hanno nemmeno lo spazio per distendere le ali.
COSA ABBIAMO DOCUMENTATO
MALTRATTAMENTI
Per legge il personale dell’allevamento dovrebbe garantire il benessere degli animali in modo da non provocare loro dolore o lesioni inutili. Le galline andrebbero prese con attenzione per le zampe e il petto, ma in questo allevamento vengono afferrate brutalmente e lanciate nelle gabbie. Un trattamento che può causare lesioni, fratture ossee e persino la morte.
LENTA AGONIA
Dopo una sbrigativa diagnosi, le galline ferite sono gettate ancora vive in cumuli di cadaveri o uccise a bastonate. La legge consente l’abbattimento d’emergenza di un animale malato, ma deve essere effettuato da persone con un’adeguata formazione, in modo da non causare agli animali sofferenze evitabili. Le immagini ottenute con una telecamera nascosta mostrano galline che muoiono dopo lunghi minuti di agonia.
SOFFERENZA INTERMINABILE
Oltre la metà delle uova prodotte in Italia proviene ancora da allevamenti in gabbia. Le condizioni sono così anguste che le galline vengono mutilate del becco, per evitare che si uccidano fra loro per lo stress. La mancanza di luce naturale e lo sfregamento continuo con la gabbia causano anemia, perdita delle piume e problemi alle articolazioni. Ogni giorno decine di galline non sopravvivono e muoiono all’interno dell’allevamento.
LA TESTIMONIANZA
Morte nei loro escrementi, intrappolate nei nastri trasportatori o come dice il veterinario, di crepacuore. I colli nudi, graffiati dal ferro delle sbarre che ferisce e porta via le penne ogni volta che si affacciano per mangiare o respirare. Il dolore, le voci di chi chiede libertà e a cui nessuno risponde, mi sono entrate nella testa. Riguardo senza volume le immagini che ho raccolto perché quelle voci mi fanno agitare come se fossi ancora lì dentro.
Marco il nostro investigatore
Grazie a un nostro investigatore sotto copertura siamo riusciti a documentare una delle zone grigie della produzione di carne di pollo.
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Quando vengono caricati per essere mandati al macello i polli sono trattati come se fossero oggetti, presi a calci e scaraventati nelle gabbie. Siamo in un allevamento di una grande azienda italiana che produce carne di pollo e a compiere questi maltrattamenti sono operai che provengono da condizioni economiche e sociali disagiate, costretti a caricare 48 mila animali in 8 ore di lavoro, dentro capannoni dove l’aria è irrespirabile.
Anche così vengono abbattuti i costi di produzione della carne, con un sistema che causa gravi sofferenze agli animali e necessita di persone che svolgano “il lavoro sporco”, talvolta loro stesse sfruttate.
Non per tutti la carne di pollo ha un costo basso, alcuni la pagano a caro prezzo.
LA TESTIMONIANZA:
Il proprietario dell’allevamento guidava il muletto e io con otto ragazzi stranieri a caricare tutta la notte. Non pensavo esistesse un lavoro così faticoso e alienante. I polli? Non mi sono mai infiltrato in un magazzino dove smistano merci, ma non credo vengano trattate con tanto disprezzo e non curanza. Qui gli animali non hanno nessun valore, quello che interessa è finire il prima possibile e andare a dormire.
Alberto il nostro infiltrato
GLI ABUSI DOCUMENTATI
POLLI LANCIATI CON VIOLENZA
I lavoratori non ricevono la formazione, obbligatoria per legge, sull’adeguata manipolazione degli animali e afferrano i polli per una zampa per poi lanciarli dentro la gabbia. Secondo le buone pratiche di carico gli animali dovrebbero essere presi delicatamente per entrambe le zampe con una mano, mentre l’altra sostiene il petto, assicurandosi che non ondeggino o svolazzino.
SCHERNITI E PRESI A CALCI
Sono gli animali a pagare il prezzo più alto. Desensibilizzati e abbruttiti dai ritmi di lavoro frenetici, gli operai sfogano stress e frustrazione sui polli. Alcuni li prendono in braccio, li stringono al petto, li baciano e all’improvviso li scaraventano per terra. Altri li prendono a calci come fossero palloni.
LA TESTIMONIANZA:
La raccolta manuale dei polli può causare lussazioni, fratture, emorragie e altre lesioni alle ossa e ai muscoli delle gambe. In uno studio di Czarick, il 31,5% delle carcasse di pollo mostrava lividi sulla schiena, sul torace, sulle gambe o sulle ali.
Rapporto dell'INRA su richiesta del Ministero dell'agricoltura francese.
Un investigatore di Essere Animali ha lavorato sotto copertura in un mega allevamento di 56.000 galline fornitore del gruppo Eurovo, la multinazionale italiana leader europea nella produzione di uova.
Sono vendute con il marchio Naturelle ma, a dispetto del nome, le uova prodotte da questo allevamento provengono da galline maltrattate, scaraventate da una gabbia all’altra e, se malate, uccise con bastonate che le lasciano agonizzanti per decine di minuti.
Alle violenze degli operatori, nei cui confronti abbiamo sporto denuncia, si aggiungono le sofferenze causate dalle gabbie, una tipologia di allevamento consentita ma disumana, in cui le galline non hanno nemmeno lo spazio per distendere le ali.
COSAABBIAMODOCUMENTATO
MALTRATTAMENTI
Per legge il personale dell’allevamento dovrebbe garantire il benessere degli animali in modo da non provocare loro dolore o lesioni inutili. Le galline andrebbero prese con attenzione per le zampe e il petto, ma in questo allevamento vengono afferrate brutalmente e lanciate nelle gabbie. Un trattamento che può causare lesioni, fratture ossee e persino la morte.
IMMAGINI FORTIclicca per guardare
LENTA AGONIA
Dopo una sbrigativa diagnosi, le galline ferite sono gettate ancora vive in cumuli di cadaveri o uccise a bastonate. La legge consente l’abbattimento d’emergenza di un animale malato, ma deve essere effettuato da persone con un’adeguata formazione, in modo da non causare agli animali sofferenze evitabili. Le immagini ottenute con una telecamera nascosta mostrano galline che muoiono dopo lunghi minuti di agonia.
SOFFERENZA INTERMINABILE
Oltre la metà delle uova prodotte in Italia proviene ancora da allevamenti in gabbia. Le condizioni sono così anguste che le galline vengono mutilate del becco, per evitare che si uccidano fra loro per lo stress. La mancanza di luce naturale e lo sfregamento continuo con la gabbia causano anemia, perdita delle piume e problemi alle articolazioni. Ogni giorno decine di galline non sopravvivono e muoiono all’interno dell’allevamento.
PER UNA RIFORMA DELLE LEGGI SULLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI
Morte nei loro escrementi, intrappolate nei nastri trasportatori o come dice il veterinario, di crepacuore. I colli nudi, graffiati dal ferro delle sbarre che ferisce e porta via le penne ogni volta che si affacciano per mangiare o respirare. Il dolore, le voci di chi chiede libertà e a cui nessuno risponde, mi sono entrate nella testa. Riguardo senza volume le immagini che ho raccolto perché quelle voci mi fanno agitare come se fossi ancora lì dentro.