Se le pareti dei macelli fossero di vetro, tutti sarebbero vegetariani...

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martedì 9 luglio 2019

ACARI ROSSI. INFILTRATI NELL'ALLEVAMENTO DEGLI ORRORI.


La squadra investigativa di Animal Equality in collaborazione con Piergiorgio Giacovazzo - inviato e presentatore del Tg2 - rilascia una nuova scioccante investigazione realizzata all’interno di uno stabilimento con centinaia di migliaia di galline allevate in gabbia per la produzione di uova. Gli animali sono costretti a vivere in spazi minuscoli in condizioni igienico sanitarie inaccettabili, tra cadaveri delle proprie compagne, topi, feci e sporcizia. L'allevamento è infestato dagli acari rossi, insetti che ricoprono ogni centimetro e che colpiscono anche uova e galline. Se vuoi fermare tutto questo, firma la nostra petizione indirizzata alle associazioni di categoria e al Ministro. Pretendiamo delle risposte! Firma ora su http://www.ilveroprezzodelleuova.it
Per favore guarda quel formicolio di acari rossi infestanti sin dentro agli occhi delle povere galline chiuse a migliaia nelle gabbiette x rubare loro le uova (gliene fanno fare anche di più e più grosse del normale).

martedì 2 luglio 2019

NUOVA INCHIESTA IN COLLABORAZIONE CON IL TG2 - Una vita in gabbia

UNA VITA IN GABBIA. Topi e acari rossi infestanti persino sin dentro agli occhi.



La squadra investigativa di Animal Equality in collaborazione con Piergiorgio Giacovazzo - inviato e presentatore del Tg2 - rilascia una nuova scioccante investigazione realizzata all’interno di uno stabilimento con centinaia di migliaia di galline allevate in gabbia per la produzione di uova. Gli animali sono costretti a vivere in spazi minuscoli in condizioni igienico sanitarie inaccettabili, tra cadaveri delle proprie compagne, topi, feci e sporcizia. L'allevamento è infestato dagli acari rossi, insetti che ricoprono ogni centimetro e che colpiscono anche uova e galline. Se vuoi fermare tutto questo, firma la nostra petizione indirizzata alle associazioni di categoria e al Ministro. Pretendiamo delle risposte! Firma ora su http://www.ilveroprezzodelleuova.it

Per favore guarda quel formicolio di acari rossi infestanti sin dentro agli occhi delle povere galline chiuse a migliaia nelle gabbiette x rubare loro le uova (gliene fanno fare anche di più e più grosse del normale)



 



3) Terza petizione: Aiutaci a cambiare la legge sui macelli ✍️ https://campaigns.animalequality.it/video-macello-artigianale/

mercoledì 26 giugno 2019

Se non ci viene mostrato… è perché è crudele!



Buongiorno Simona,
si chiamano gabbie “arricchite” e costituiscono l’unico mondo conosciuto da 210 milioni di galline allevate attualmente in Europa. In Italia sono oltre 21 milioni. Nelle gabbie sovraffollate, ogni gallina ha a disposizione uno spazio poco più grande di un foglio di carta A4 e la rete che rinchiude la gabbia dall’alto è posta a soli 45 cm d’altezza.

Uno spazio angusto in condizioni del tutto innaturali. Un vero e proprio inferno di sbarre dove la vita per questi animali è un incubo, fatto solo di sofferenza.

Simona, il nostro video-operatore sotto copertura ha ripreso un allevamento di galline in gabbia. Le immagini che vedi non sono nitide, non è facile riuscire a documentare questa realtà. Ma, ci chiediamo, perché, se gli allevamenti in gabbia non possono essere filmati apertamente, sono però perfettamente legali e ampiamente diffusi? Se la sofferenza non si può mostrare, non dovrebbe nemmeno essere legale: se non lo hai ancora fatto, firma l’Iniziativa dei cittadini europei per vietare l’allevamento in gabbia nella Unione europea!
FIRMA ORA
Correre liberamente, svolazzare, becchettare il terreno, fare bagni di polvere, respirare aria fresca o stare al sole: di tutto questo dovrebbe essere fatta la vita di una gallina, ma quelli elencati sono tutti comportamenti impediti alle galline allevate in gabbia.

Oltre 1 milione di cittadini si sono espressi contro le gabbie firmando la petizione europea, ma ogni firma in più è preziosa e ci aiuta a raggiungere il nostro obiettivo: portare la Commissione europea a vietare l’allevamento in gabbia per tutti gli animali attualmente allevati in gabbia in Europa.

Se non lo hai ancora fatto, aggiungi la tua firma e prendi posizione contro le gabbie!
AGGIUNGI LA TUA FIRMA
L’Iniziativa dei cittadini europei End the Cage Age è davvero un’occasione unica per fare qualcosa di concreto e importante e migliorare la vita di centinaia di milioni di animali negli allevamenti.

Se hai già firmato, e fai già parte del movimento di oltre 1 milione di persone che dice NO all’allevamento in gabbia, puoi ancora contribuire alla causa aiutandoci a spargere la voce. Condividi queste immagini sui tuoi canali social e invita amici e familiari a firmare.
Grazie per essere parte della più grande campagna di tutti i tempi per la protezione degli animali negli allevamenti.
Insieme, stiamo scrivendo la storia.
Elena Artico

martedì 25 giugno 2019

PARASSITI NEGLI OCCHI. END THE CAGE AGE. Cosa significa VIVERE UNA VITA IN GABBIA, in PRECARIE CONDIZIONI IGIENICO-SANITARIE? Ecco Vi presento le Vs. Galline Ovaiole

Cosa significa VIVERE UNA VITA DENTRO A UNA GABBIA in PRECARIE CONDIZIONI IGIENICHE 😢😢😭 ?
PER L'ARTICOLO: https://www.animalequality.it/notizie/765/una-vita-gabbia-animal-equality-e-tg2-mostrano-la-realt%c3%a0-delle-galline-ovaiole-italia/

PER IL VIDEO: 

Firma la petizione.
Cosa significa vivere in una #gabbia? Significa non potersi muovere, poggiare le zampe su fredde sbarre metalliche, vivere spesso in condizioni igieniche pessime e non poter mai vedere la luce del sole. Fermiamo tutto questo: (link: http://bit.ly/firma-orabit.ly/firma-ora
#endthecageage

lunedì 10 dicembre 2018

Più o meno quello che vogliamo far sapere... e quello che facciamo come ...




Più o meno quello che vogliamo far sapere.... e quello che facciamo come Coordinamento LAM.

FIRMA LA PETIZIONE STOP PULCINI NEL TRITACARNE qui e condividila sui Social Network e parlane con gli amici. Dobbiamo vincere questa guerra di liberazione Animale... per loro. Per tutti i miliardi di INNOCENTI TRITURATI VIVI :
https://www.change.org/p/stop-pulcini-nel-tritacarne-fermiamo-il-tritacarne-con-una-firma

giovedì 16 marzo 2017

Chiediamo l'immediato rispetto del DIVIETO degli allevamenti delle galline ovaiole in batteria!

   
Dal 2012 avrebbe dovuto essere vietato l’allevamento di galline ovaiole in batteria, così come già anni prima era avvenuto per i vitellini. Come mai non abbiamo ancora azionato il sistema sanzionatorio previsto dall’Europa per i Paesi membri che non si adeguano, lesionando con il loro comportamento clandestino e fraudolento il libero mercato?  



FIRMA ORA !!!   https://www.change.org/p/stop-pulcini-nel-tritacarne-fermiamo-il-tritacarne-con-una-firma/u/19726325

IMMAGINI:  LA VITA DEL PULCINO:
https://www.flickr.com/photos/coordinamentolam/albums/72157681122187166

IMMAGINI: LA VITA DELLE GALLINE OVAIOLE:
https://www.flickr.com/photos/coordinamentolam/albums/72157681486463855

venerdì 16 marzo 2012

FABBRICHE DI UOVA - Azione dimostrativa a BOLOGNA il 24/3 a cura di ESSEREANIMALI.ORG


QUESTI I SITI DI RIFERIMENTO:

http://www.essereanimali.org/fabbriche-di-uova/

http://www.essereanimali.org/galline-ovaiole/

http://www.essereanimali.org/fabbriche-di-uova-azione-dimostrativa/

VIDEO: http://vimeo.com/37624687

TRAILER: http://vimeo.com/37517222

FOTO: http://www.flickr.com/photos/essereanimali/sets/72157629488263513/

(... BOZZA LOCANDINA per diffondere l'iniziativa organizzata da EssereAnimali.org : QUI )

Nei giorni scorsi abbiamo diffuso il filmato e le fotografie che abbiamo ripreso e scattato all’interno degli allevamenti intensivi di galline dell’Emilia Romagna, dove milioni di questi animali sono rinchiusi per la produzione di uova.
Immagini che hanno dimostrato quanto in tutti gli allevamenti, anche in quelli chiamati biologici, la vita per loro sia insostenibile.
SABATO 24 MARZO realizzeremo a Bologna un’azione dimostrativa per divulgare pubblicamente questa investigazione e per sostenere che lo sfruttamento di tutti gli animali dovrebbe avere fine.
Le galline non devono essere considerate fabbriche di uova, ma sono altri esseri viventi che come noi abitano questo pianeta. E cosÏ tutte le altre specie.
Al momento il nostro documentario ha avuto una buona risonanza mediatica, ma vogliamo comunicare questo messaggio anche nelle strade e nelle piazze e per sabato 24 a Bologna abbiamo bisogno dell’aiuto di tantissimi attivisti.
Non riusciamo a stare in silenzio e accettare la sofferenza che sono costretti a subire gli animali, vogliamo fare qualcosa per fermare questo massacro e aiutare il maggior numero di persone a comprendere cosa stiamo facendo davvero alla Terra e a tutti i suoi abitanti.
Contattaci per partecipare!
info@essereanimali.org
342 1894500
Sono necessari vestiti di colore scuro per la performance.
Ricordiamo che siamo disponibili anche per presentare l’investigazione in circoli e centri culturali o in altre sale pubbliche, per diffondere lo stile di vita VEGAN e il rispetto verso tutti gli animali.

> Per Info visita la pagina dell’investigazione

FABBRICHE DI UOVA
Le GALLINE negli allevamenti intensivi
Un’investigazione di essereAnimali

Questo filmato, le fotografie e le informazioni che divulghiamo vogliono mostrare pubblicamente le condizioni in cui vengono allevate le galline cosiddette “ovaiole”, con lo scopo di documentare cosa quotidianamente questi esseri viventi devono sopportare per soddisfare un consumo di uova che ancora molte persone credono privo di crudeltà.
Abbiamo realizzato questa investigazione perché vogliamo contribuire ad aiutare questi animali, con la speranza di stimolare un dibattito più ampio sulla considerazione che abbiamo di loro e sul trattamento che gli riserviamo.
L’industria delle uova è solo una piccola parte di un mondo orribile, pieno di violenza e sofferenza, il mondo dello sfruttamento animale. Pregiudizi, disinteresse e ignoranza condannano milioni di individui, capaci come noi di percepire le emozioni e il dolore, ad una vita che non è possibile descrivere, per soddisfare gli interessi egoisti di una società umana che li ha relegati al ruolo di risorsa.
Noi invece pensiamo che ogni animale, indipendentemente dalla specie, dovrebbe poter vivere libero.
Non ci sono giustificazioni per quello che gli sta accadendo, dobbiamo prendere coscienza della questione e impegnarci per un cambiamento che non promuova la richiesta di una migliore qualità di allevamento ma che metta in discussione l’allevamento stesso.
Gli sguardi e i comportamenti degli animali ci dimostrano quanto questi luoghi siano crudeli e come il concetto di ‘benessere animale’ tanto reclamizzato sia solo una astuta mossa per tranquillizzare l’opinione pubblica.
Ma noi possiamo, se vogliamo, liberarli tutti, scegliendo di diventare vegan e restituendogli così rispetto e dignità.
L’INVESTIGAZIONE
A partire da fine dicembre 2011 e per i due mesi successivi abbiamo localizzato 27 allevamenti situati nelle province di Bologna, Cesena, Ferrara, Forlì, Ravenna e Rimini, con l’obiettivo di portare alla luce immagini attuali e provenienti da ogni tipologia di allevamento intensivo praticato in Emilia Romagna.
Dopo aver adottato le dovute precauzioni igieniche necessarie (calzari e maschere), siamo entrati all’interno e abbiamo filmato e fotografato le condizioni degli animali, ottenendo più di 15 ore di registrazioni video e oltre 1000 foto.
Se si considera che in Emilia Romagna sono attive circa 200 strutture, possiamo dire di aver visitato più del 10% dell’attività di questo settore.
La ricerca delle strutture è avvenuta tramite un elenco, scaricabile da internet, dove dal codice stampato sulle uova è possibile risalire alla metodologia di allevamento e all’azienda titolare dello stesso. I codici li abbiamo trovati osservando semplicemente le uova vendute nei supermercati.
In Emilia Romagna vengono allevate 8 milioni di galline, suddivise in:
  • 99 allevamenti dove gli animali sono tenuti in Gabbia |3|,
  • 90 allevamenti a Terra |2|,
  • 5 all’Aperto |1|
  • 19 Biologici |0|
  • per un totale di 213 allevamenti.
La capienza può variare da un minimo di 1000 animali detenuti ad un massimo di 400.000 individui. Cifre spropositate che elevano la nostra regione al secondo posto per numero di galline rinchiuse, dietro solo alla Lombardia.
In Italia la situazione è spaventosa, fra i 40 e i 50 milioni di galline soffrono imprigionate in 38.000 aziende, il 94% è relegata in soli 240 allevamenti. Cifre che sanciscono il triste primato di secondo massimo produttore di uova in Europa, con 12 miliardi di unità, coprendo l’11% della produzione totale.
> Scopri come vengono allevate le galline negli allevamenti intensivi
GLI ANIMALI
Non abbiamo tentato di filmare casi particolarmente drammatici, o ricercato condizioni limite o palesemente fuori norma. Queste non sono le crudeli conseguenze di un allevatore irresponsabile ma la normalità terrificante sfruttamento animale. Riteniamo che le immagini della quotidiana sofferenza di questi individui siano di per sé già sufficienti per emanciparsi dal consumo di uova.
Carenze fisiche (creste abbassate e zampe bianche)
  La totale mancanza di luce solare, unita ad una dieta completamente inadatta induce in questi animali numerose carenze dal punto di vista biologico. I segni più visibili sono i colori smorti delle creste e dei bargigli, la loro scarsa consistenza e il pallore delle zampe.
Malformazioni del becco
  L’amputazione del becco modifica la capacità di beccare delle galline e causa l’insorgere di malformazioni. Oltre al trauma della mutilazione gli animali devono convivere con problemi e dolori costanti dovuti all’esposizione dei centri nervosi.
Infezioni e malformazioni alle zampe
  La crescita incontrollata delle unghie porta spesso gli animali ad impigliarsi nelle maglie della rete. Questo degenera a volte in fratture e lussazioni e comporta sempre dolore e disagio costanti.
Il contatto continuo con gli escrementi (soprattutto negli allevamenti a terra) induce infezioni agli arti inferiori. Nessuna di queste problematiche viene curata o minimamente presa in considerazione. La morte di alcuni individui è un fattore che poco incide sui grossi numeri della produzione e per questo tollerato dall’allevatore, che non prende in minima considerazione la loro sofferenza.
Morti e feriti gravi
  La presenza di cadaveri è stata costante in ogni tipo di allevamento visitato. In alcuni casi abbiamo trovato carcasse in evidente e avanzato stato di decomposizione, beccate e calpestate dagli altri animali, utilizzate come punto per depositare le uova o come superficie più comoda della grata metallica dove posarsi. Ci siamo imbattuti spesso in animali agonizzanti, scossi da spasmi o incapaci di muoversi o di reggersi sulle zampe. E’ frequente trovare nei capannoni delle tabelle nelle quali sono conteggiati i morti giornalieri a dimostrazione di quanto questa eventualità non sia solo accettata ma prevista e monitorata per valutare fino a che punto incide sul profitto generato.
Celle frigorifere piene di cadaveri
  L’entità della mortalità all’interno degli allevamenti non è percepibile fino a quando non ce la si trova dinanzi.
E’ sempre presente nei pressi dell’allevamento una cella freezer in cui vengono ammassati i cadaveri di tutti gli individui che non sopravvivono a queste torture quotidiane. Vere e proprie montagne di corpi che emergono dal vapore della condensa e colpiscono con la forza di un treno in corsa.
Plumofagia e problemi al piumaggio  
L’aggressività dovuta alle terribili condizioni di vita si traduce spesso per le galline nel beccare le piume dei propri simili. La mutilazione del becco limita in parte le ferite che gli animali si provocano ma non impedisce loro di strapparsi le penne e le piume, in alcuni casi, fino a spennarsi completamente. In altri casi è lo sfregamento con la gabbia a rovinare le penne delle ali o a consumare completamente le piume dell’addome.
Alimentazione indotta  
E’ capitato di trovare capannoni con luce accesa a qualunque ora del giorno e della notte. Nei casi in cui abbiamo trovato animali al buio abbiamo notato un fenomeno molto esplicativo. Ogni qualvolta li abbiamo illuminati per le riprese video o le fotografie abbiamo assistito ad una vera e propria corsa al cibo. Questo fenomeno viene assecondato e incentivato nei momenti in cui è necessario sviluppare la crescita degli animali in breve tempo.
Sovraffollamento
  Il sovraffollamento è l’essenza stessa dell’allevamento. Allevare è esattamente questo: creare delle situazioni di estrema concentrazione di specie animali per trarne profitto. Non esiste un limite tollerabile di affollamento. E i numerosissimi problemi che abbiamo testimoniato lo dimostrano.
 Essere costretti a calpestare i propri simili per dormire, per raggiungere il cibo o semplicemente per spostarsi di pochi centimetri; passare mesi e mesi senza mai poter aprire le ali o senza mai perdere il contatto con altri individui, essere costretti ad una vita di interminabile disagio e sofferenza non sono situazioni che siamo in grado di comprendere a fondo.
Possiamo tentare di immedesimarci in questi animali ma vivere quelle condizioni sulla propria pelle è una sensazione infinitamente più tragica di come riusciamo ad immaginarla.
COSA PUOI FARE
Diventa Vegan
Scegliere uno stile di vita vegan significa rispettare veramente tutti gli animali, non ucciderli e di conseguenza non volerli mangiare.
Alimentandosi con ingredienti di sola origine vegetale, escludendo quindi carne, pesce ma anche i derivati come latte, uova e miele, si restituisce agli animali quella libertà di cui hanno tutto il diritto e che quotidianamente gli viene sottratta.
Diffondi l’investigazione
Aiutaci a divulgare l’investigazione, pubblicala sul tuo blog/sito, diffondila su riviste, giornali e quotidiani locali e condividila sui social network.
LINK:
video  http://vimeo.com/37624687
foto  http://bit.ly/AzWZGL

Unisciti a noi
Diventa attivista per la liberazione animale. Le immagini che hai visto mostrano la realtà quotidiana degli allevamenti intensivi. Tutti quegli animali, uno ad uno, sono oggi condannati a soffrire e morire nella quasi totale indifferenza.
Se anche tu come noi vuoi fare qualcosa per cambiare tutto questo contattaci, essereAnimali organizza varie iniziative, azioni simboliche, proteste ma anche conferenze, cene e corsi di cucina vegan.
Non abbiamo certo la soluzione alla tragedia dello sfruttamento animale ma non vogliamo neanche stare con le mani in mano di fronte a questa situazione.
Gli animali non potranno mai liberarsi da soli, volente o nolente le nostre scelte e il nostro impegno sono la differenza, per quegli individui, tra un futuro ancora orribile o una possibilità di salvezza.
Scegli di essere dalla loro parte!



http://www.essereanimali.org/fabbriche-di-uova/

http://www.essereanimali.org/galline-ovaiole/

http://www.essereanimali.org/fabbriche-di-uova-azione-dimostrativa/

LA GALLINA E IL SUO UOVO (dal sito dei Vegani del gruppo EssereAnimali.org)


 

Troppo spesso nel pensiero comune dietro al consumo di uova non vi è alcuno sfruttamento. Nell’ignoranza generale le galline producono naturalmente uova e le offrono spontaneamente all’uomo, affinché esso se ne cibi. Tutto ciò è falso: le galline selezionate per produrre uova sono condannate ad un’esistenza che da ancor prima della loro nascita è sofferenza e privazione.

Le galline sono stupende creature che se libere di seguire i propri istinti hanno una vita ricca alla ricerca del proprio stare bene: creare gruppi di vita organizzati secondo regole sociali, cercare il cibo razzolando, o un rifugio quando si sentono minacciate dall’ambiente circostante, deporre e covare le proprie uova nel nido. 
Hanno un forte bisogno di distendere le ali, hanno una buona cura delle loro penne e fanno regolari bagni di terra. Le  uova sono deposte se fecondate non per venir sottratte dall’uomo ma per essere covate e divenire pulcini (mentre se non sono fecondate servono ai pennuti come riserva di cibo).


Solo in Italia sono oltre 50 milioni le galline cosiddette “ovaiole”, con una produzione di 12 miliardi di uova all’anno. Fino a 300 uova rubate ad un’unica gallina ogni anno. Per soddisfare questi numeri i metodi di allevamento puntano ad ottenere al minor costo il maggior profitto: il 90 % delle galline viene infatti allevato in gabbie.



Fila di gabbie sovrapposte_emilia romagna_gennaio 012


Allevamento in gabbia  Negli allevamenti intensivi le galline vivono in condizioni terribili: stipate in gabbie talmente piccole da non riuscire neppure ad aprire le ali, che finiranno così per atrofizzarsi. Le zampe crescono deformi a causa della griglia metallica di cui sono fatte le gabbie. Questa condizione di affollamento e sofferenza porta gli animali a comportamenti innaturali causati dallo stress primi tra tutti il cannibalismo e l’aggressività verso i propri simili. Per limitare le ferite causate da questi atteggiamenti ai pulcini viene mozzato il becco bruciandolo o strappandone via una parte.

Le gabbie, che rinchiudono fino a 6 individui,  riempiono enormi capanni industriali e sono sistemate in lunghe file e sovrapposte fino a 6 piani. In questi luoghi, veri e propri lager, spesso la luce viene tenuta accesa 24 ore al giorno, dettando il ritmo di una produzione incessante e negando alle galline il buio e il riposo.



Galline in gabbie 'arricchite' conformi alla nuova direttiva_emilia romagna_gennaio 012




Allevamenti a terra  Anche in questo tipo di allevamenti le l’obiettivo è ottenere il massimo nel minor spazio possibile e con il minor costo possibile. Per fare ciò le galline vivono in capannoni stipate fino a 18 individui per mq. Questo tipo di allevamento prevede che il capannone sia o completamente vuoto oppure stipato di animali. Questo metodo non permette che il fondo del capanno venga pulito se non quando il ciclo produttivo termina e costringe gli animali a vivere per tutto il periodo del loro sfruttamento camminando, mangiando e dormendo su uno strato sempre crescente di escrementi.


Allevamenti all’aperto o biologici  Le condizioni di vita degli animali allevati all’aperto sono meno stressanti ma la logica dello sfruttamento è la stessa anche negli allevamenti cosiddetti biologici: le galline vengono considerate macchine da produzione. La scelta dell’allevamento all’aperto è da parte dell’allevatore spesso una scelta di mercato per poter vendere ad un maggior prezzo le uova.



Bio-intensivo, tutte le uova biologiche reperibili nei supermercati vengono da questi luoghi_emilia romagna_gennaio 012


2 anni  Questa è la media della vita di una gallina “ ovaiola”, ovvero l’età in cui, a prescindere dal tipo di allevamento in cui è rinchiusa diminuisce la quantità delle uova deposte e per l’allevatore diventa improduttivo mantenere in vita animali da cui non trarre guadagno.Le galline che vivono libere invece possono vivere anche fino ai 9 anni.




I pulcini  Negli allevamenti le galline non possono covare le proprie uova (che non sono neppure fecondate) ed i pulcini nascono dalle incubatrici. Le uova vengono trattate con antibiotici per evitare infezioni. I pulcini maschi non daranno ovviamente uova e non sono adatti a diventare carne per gli umani perché non selezionati per questo scopo, vengono considerati scarti e perciò uccisi immediatamente dopo la schiusa (schiacciati, gassati, tritati) per venir gettati via o diventare mangime per altri animali.




I pulcini femmine vengono preparate ad essere sfruttate: taglio del becco e somministrazione di farmaci per velocizzare la crescita ed aumentare la produttività.

Investigazione all’interno di un Incubatoio_maggio 2009

Fonte:   Mercy For Animals  U.S.A.




L’uccisione  Quando, secondo i ritmi di questo terribile mercato, le galline diventano inutili vengono uccise con metodi brutali: stordite con l’elettricità, sgozzate, immerse in acqua calda. I cadaveri vengono fatti passare attraverso apparecchi che strappano le penne, un altro apparecchio ancora stacca loro la testa, poi le zampe che insieme agli intestini diventeranno mangime per i maiali. Ciò che rimane di questi poveri individui andrà poi, dopo diverse trasformazioni che tenteranno di cancellare tutta la sofferenza e il sangue versato, ad imbandire le tavole di quegli umani che considerano gli animali qualcosa di cui cibarsi.






TRATTO DAL SITO DI ESSEREANIMALI.ORG:  QUI